giovedì 11 novembre 2010

Sono una nube, e nella nube è la mia solitudine, la mia fame e la mia sete. La calamità è che la nube, la mia realtà, anela di udire qualcun altro che dica: non sei solo in questo mondo ma siamo due, insieme, e io so chi sei tu.


Come sempre partii presto e dopo essermi soffermato, più volte, nel Bosco per fotografare i meravigliosi colori persistenti dei Faggi in veste Autunnale, iniziai a salire il ripido sentiero su uno morbido tappeto di foglie rosse.
La visibilità ottima, la temperatura mite e i Faggi, in parte spogli, lasciavano correre lo sguardo lontano seppur in un Bosco.
Pertanto osservavo questi tronchi uno accanto all’altro ed uno più bello dell’altro che dal terreno sembrava si ergessero fino al cielo.
Quando uscii dal Bosco fui rapito dai colori tenui di un’Alba Autunnale e da questo mare di Nuvole che mi fece compagnia tutto il giorno…
Durante quel meraviglioso giro le nuvole e la luce temporalesca che incombevano,  mi regalarono squarci stupendi sulle Montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e tornai a Valle, al Tramonto, senza pioggia. Fui fortunato.
Un numeroso branco di Cervi, di entrambi i sessi, un’Aquila ed una Lepre (che è partita innanzi ai miei scarponi) sono stati “il bottino di immagini” che ho riportato a casa e che custodisco nel Cuore!

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